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India è costume dare alle ragazzine il nome di qualche Grande Madre. Era
perciò grande auspicio dare ad una figlia il nome di Cornelia, come la
famosa Madre dei Gracchi nella Roma antica, la quale dichiarò che i suoi
gemelli erano i suoi gioielli, in risposta alle nobildonne del luogo che
mettevano in mostra le loro gemme.
Lo Jadhavas di Ahmednagar (Maharashtra) inoltre evocò la virtù della
pietà nel nome di sua figlia, che diventò Cornelia Karuna.
Nata il 20 dicembre 1892 nel villaggio Nandgoan nel Maharashtra, essa
sostenne l’eredità del suo nome. Cornelia era una bambina molto attiva,
dinamica e serena. Nell’adolescenza si dimostrò così brillante in
matematica che ciò rappresentò un nuovo dilemma per i suoi genitori.
In un’epoca in cui le donne erano confinate entro le pareti domestiche,
l’idea di esporre una giovane donna in un college pubblico, era
inaudita, senza precedenti. Ma Cornelia era determinata e fu la prima
donna a laurearsi con lode nel college Ferguson sotto la tutela del
grande matematico Ranger Paranjpe. Cornelia ideò nuovi metodi per
ridurre i passaggi in algebra che le permisero di guadagnare ampi
riconoscimenti. Era molto versatile e conosceva il sanscrito, l’urdu, l’hindi
e l’inglese e studiò persino legge. Nonostante la sua intelligenza
vivace e pronta, era una persona semplice, generosa e molto umile, aveva
idee nobili e viveva seguendole. Tesseva i propri sari, che erano sempre
limitati a sei, non appena un nuovo sari veniva fatto, un altro veniva
regalato.
Come direttrice della scuola superiore di Santa Orsola, a Nagpur,
percepiva un salario mensile di 125 rupie che riteneva esorbitante tanto
da volerne cedere 100. Quando il consiglio d’amministrazione rifiutò di
accettarle, lei le diede in beneficenza. Cornelia credeva
nell’autodisciplina, era estremamente onesta; molto stimata per la sua
rettitudine; molto saggia e comprensiva.
Suo padre era benestante e solito portare a casa d’uva di Chaman, ma lei
non la toccava ricordando tutte quelle persone che morivano di fame
sotto la tirannia britannica.
Nell’anno 1920 sposò un brillante avvocato Shri P.K. Salve. Fu un
matrimonio ideale perché entrambi erano estremamente altruisti,
compassionevoli e spiritualmente molto evoluti. Il loro zelo patriottico
trovò sfogo nell’incontro con il Mahatma Gandhi nel 1928.
Ogni sabato Cornelia andava a pulire le comunità degli intoccabili, che
il Mahatma Gandhi chiamava Harijans - il popolo di Krishna.
Cornelia fu eletta presidentessa del congresso nelle Province Centrali.
Nella lotta per la libertà, lei e suo marito, furono imprigionati varie
volte. L’anno 1942 fu particolarmente difficile; durante il movimento
“Liberazione dell’India” suo marito fu imprigionato per quasi due anni,
senza lasciare alcun reddito per i suoi 11 figli. Cornelia era una
persona estremamente dignitosa e rifiutò di accettare aiuto dagli amici.
Diede inizio ad un Gram Udyag (un negozio fai da te) per sostenere la
propria famiglia. Ciò non allentò la sua battaglia per la libertà. Nel
1934 tutti i combattenti per la libertà avrebbero fatto voto solenne
alla libertà in pubblico, andando incontro all’arresto per questo gesto;
un messaggio segreto fu diffuso per comunicare che ci sarebbe stato un
incontro a Chitnis Park. Lasciando la famiglia alle cure della figlia
adolescente Nirmala, andò sul palco pubblico e fece il voto. Fu
arrestata ma poi rilasciata grazie all’intervento di amici. Tra prigione
e lavoro, Cornelia si dedicava ai suoi figli, che venivano allevati con
tanto amore ma anche con una rigida disciplina. Un visitatore non veniva
mai mandato via senza che gli fosse offerto un pasto. I genitori
sedevano con i bambini la sera e cantavano inni e bhajan per invocare la
loro realizzazione spirituale. L’istruzione era una priorità, le
attività culturali e sportive erano incoraggiate, ma la conversazione
frivola e la superficialità erano tabù.
Cornelia era una donna socievole e collettiva, quando i suoi figli
volevano un campo di badminton nella loro casa, lei acconsentì solo a
patto che il campo fosse aperto anche al pubblico. In questa atmosfera
piena di swadeshi e patriottismo, i bambini crebbero nella più alta
tradizione dell’importanza dei servigi del sacrificio e della
collettività rispetto all’interesse personale.
Sebbene cristiani, ai bambini fu data un’educazione religiosa ampia,
cosicché potessero capire le somiglianze tra tutte le grandi religioni.
Lei rispettava tutte le religioni e credeva che esse, tutte, dovessero
essere trattate come parte di una religione universale.
Cornelia mandava i bambini a protestare contro i venditori di liquori.
Nel 1942 il direttore del college di sua figlia Nirmala le riferì le
attività sotterranee di quest’ultima nella lotta per la libertà e la
portò a conoscenza di un corteo che lei guidò affrontando i soldati
britannici. Gli occhi di Cornelia si riempirono di lacrime di
ammirazione e disse: «Sono una madre molto orgogliosa di avere una
ragazza così coraggiosa». Lei aveva una fiducia completa in sua figlia,
sapendo che era destinata un giorno a cambiare il mondo. Quando era
inattesa di Nirmala, Cornelia ebbe un gran desiderio di vedere un leone
all’ aperto. Un Raja confinante, invitò la famiglia ad una caccia e
Cornelia accompagnò il marito. Mentre la caccia era in corso,
improvvisamente un leone maestoso apparve davanti a loro come un essere
divino. Cornelia fermò subito la mano del marito che stava per far
fuoco, intuendo il significato del leone collegato all’essere divino che
portava nel suo grembo.
Cornelia fu profondamente addolorata alla morte del marito sopraggiunta
nel 1957. Tuttavia continuò le sue attività e quando le fu offerta una
candidatura a membro del Parlamento dal governatore del Madhya Pradesh,
rifiutò prontamente perché la sentì soltanto come compensazione per il
servizio reso da suo marito. L’offerta fu ripetuta all’elezione
successiva e lei rifiutò affermando nuovamente che non voleva questa
carica soltanto per scaldare la poltrona in Parlamento.
Ella trascorse la maggior parte del tempo a consigliare la gente e ad
aiutarla e visse per testimoniare il processo di rinnovamento spirituale
che sua figlia Nirmala intraprese dando la Realizzazione del Sé a
migliaia di persone alla ricerca della Verità in tutto il mondo.
Alla fine della sua vita era profondamente gratificata nel vedere che la
prosperità ritornava nel suo Paese. Ora l’uva cresceva in abbondanza in
Maharashtra e lei poteva mangiarne.
Nel 1970 morì serenamente alla venerabile età di 78 anni.
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